Rubrica mensile in dialèt arşân – Ottobre 2026

Il Comune di Albinea e il gruppo di cultori e studiosi Léngua Mèdra Rèş e la nôstra léngua arşâna propongono una volta al mese un approfondimento sulla nostra straordinaria lingua madre, il dialetto reggiano!
Non perdetevi questo appuntamento, alla scoperta del significato di espressioni, modi di dire, proverbi e molto altro!

👉Per il mese di ottobre vi proponiamo

𝗟𝗮 𝘃𝗲𝗰𝗰𝗵𝗶𝗮𝗶𝗮 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗡𝗶𝗻𝗼 𝗣𝗲𝗱𝗿𝗲𝘁𝘁𝗶
Questo mese dedichiamo alle persone anziane, il contributo della rubrica sul dialetto traducendo, nella nostra lingua madre, tre poesie di Nino Pedretti (Sant’Arcangelo di Romagna 1923-Rimini 1981), uno dei principali poeti dialettali romagnoli.
Non è nota la cronologia esatta dei tre componimenti, che forniscono nel loro insieme una visione unitaria, ma tutt’altro che ripetitiva, del tema. Le poesie sono contenute nel volume Al vòusi (Giulio Einaudi Editore).

La 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗽𝗼𝗲𝘀𝗶𝗮, di 14 versi, coglie lo sguardo attento dei vecchi sul mondo che li circonda. In tanti paesi d’Italia c’è ancora una piazza o una strada dove i vecchi stanno seduti uno accanto all’altro, su una sedia o un muretto, e nel loro dialetto commentano ciò che vedono. Pedretti immagina il loro sguardo fermarsi su una macchia di sole, un vaso, un gatto che cerca di saltare da una finestra. Cose minime, insomma, lievi o addirittura senza spessore. Cose che si contrappongono al peso della loro esperienza, fatta di lavoro duro, che ha lasciato il segno su quelle loro mani pesanti. Nella apparente inutilità di questo scorcio della vita, i vecchi, col loro sostare a osservare il mondo, mostrano al giovane poeta un modo diverso di guardare le cose.”
𝗜 𝘃𝗲̀𝗰
I vèc al me paèiş a stân da l j ōri
sdû sōvra al mûri.
A guêrden na mâcia ’d sōl
un vêş, un gât ch al sêrca ’d saltêr
da na fnèstra.
Lōr che cun la pèla
sintîven i tûb dl’âria chêlda,
lōr ch j ân fât i mûr
cun ch al mân pèişi,
lōr ech magnêven piân piân
ciuciând la pietânsa,
i vèc a m ân dét
ed guardêr al mònd
préma d sarêrom in cà.

Nella 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮 𝗽𝗼𝗲𝘀𝗶𝗮, Pedretti riprende il tema della precedente, e parla della preferenza del poeta per i vecchi, che conoscono le cose non più con lo sguardo, come nella precedente, ma con un senso che sembra essere l’udito, ma è qualcosa d’altro. Sanno cogliere segnali, come la pioggia che arriva, che, dice Pedretti, “come fischi attraversano l‘aria”: sembra quasi una capacità di cogliere segnali impercettibili agli altri, frutto di una vita di esperienza.
𝗜 𝘃𝗲̀𝗰
An n ē mìa ch a gl âbia cun la gioventó
mó a preferés i vèc
ch a vân in silèinsi
ch a sân quând a piōv,
ch a pâsen di dopmeşdé intēr
a sintîr cme di s-céfel luntân
traversêr l’âria.

Nella 𝘁𝗲𝗿𝘇𝗮 𝗽𝗼𝗲𝘀𝗶𝗮, Pedretti scrive di un singolo vecchio, che parla in prima persona. Non è uno di quei vecchi che prima stavano seduti su un muro, insieme ad altri vecchi. Questo, dice di aver perso i suoi compagni e di non chiedergli se ha incontrato qualcuno: gli farebbe ricordare di essere un sopravvissuto, con tanti problemi fisici. Sono le cose minime della vita, come nella prima poesia, ad aiutarlo: ripararsi dal maltempo, un orto da coltivare, un frutto da succhiare, un gesto quotidiano verso la moglie. Il finale irrompe come sanno fare i grandi poeti: con ironia dichiara il suo amore per la vita grazie ad un paio di occhiali nuovi, una nuova possibilità di guardare e vedere il mondo.
𝗔𝗹 𝘃𝗲̀𝗰
An dmandêm mia, êt fât gnînt,
indô et e-stê,
et incuntrê quelchidûn
per la strêda.
A sûn vèc:
a j ò pêrs i me amîgh
a vagh avanti pianèin
cme na lumêga.
Se tròuna a m mèt na brèta ,
a vâgh indl’ôrt,
in séma ala trâsa,
a cióc un partugâl.
A me mujêra
a gh ò lasê i sòld in séma la têvla,
as fa fadîga a scampêr, ragâs,
e mûrir adès
ch a gh ò j ucê nōv, am sà fadîga

In conclusione, per Pedretti i “vecchi” non sono i depositari della “saggezza” della tradizione letteraria, ma persone che portano sulla loro pelle le cicatrici del tempo, che rimandano al lavoro di una vita; persone dai movimenti lenti che consentono di guardare e percepire il mondo; persone vicine alla morte ma capaci di tenerne lontano il pensiero con l’ironia.
(Gian Franco Nasi)

E’ possibile leggere il testo in italiano e ascoltare la lettura delle tre poesie al seguente link
https://lenguamedra.it/nino-pedretti-e-i-vec/