Erano circa 100 le persone che ieri, in occasione dell’anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina, si sono date appuntamento a Casa Betania per una serata di ascolto con testimonianze e musica a cura delle studentesse ucraine, che frequentano l’istituto Peri-Merulo e che furono accolte immediatamente dopo l’inizio del conflitto.
Casa Betania è infatti capofila dei progetti solidali “A Future For Agape” e “Agape for children autonomy”, che sono stati finanziati dal bando emergenziale della Regione Emilia-Romagna (Tavolo Paese Ucraina) e realizzati dalla cooperativa sociale e dall’amministrazione di Albinea; quest’ultima in veste di ente proponente.
Durante l’iniziativa c’è stato un collegamento con Agape, centro di aiuto e formazione per famiglie con bimbi con disabilità che si trova a Chmel’nyc’kyj (Khmelniyskyi), una città a sud ovest di Kiev.
Durante il dialogo si è parlato dei progetti attivati negli anni per sostenere la fascia fragile e aiutare i bimbi sul territorio ucraino; l’ultimo dei quali è consistito nella realizzazione di un parco giochi inclusivo all’esterno del centro.
Inoltre durante la serata si sono esibite le studentesse ucraine (cantanti e musiciste) che frequentavano l’Università nazionale delle arti di Kharkiv, il liceo musicale della stessa città e l’Accademia di Kiev, e che sono riuscite a proseguire il loro percorso di studi e professionale all’istituto musicale reggiano Peri-Merulo. Ancora oggi la Fondazione Maramotti le sostiene e le aiuta nella loro permanenza a Reggio.
All’iniziativa, in rappresentanza dell’amministrazione, erano presenti la sindaca Roberta Ibattici e l’assessore Mirella Rossi, oltre ad esponenti del Comitato Gemellaggi, pace e cooperazione internazionale.
Lo scambio tra Albinea e gli amici di Agape va avanti sin dal momento immediatamente successivo all’invasione russa. La scelta di realizzare progetti in aiuto del Centro, da parte di Casa Betania e Comune di Albinea, infatti non è stata casuale, ma è nata dall’incontro e dal rapporto di conoscenza con alcune famiglie che erano state ospitate ad Albinea nel periodo più terribile del conflitto, all’interno dell’iniziativa “Albinea Solidale – Insieme per l’Ucraina”. Proprio queste persone provenivano dalla cittadina di Chmel’nyc’kyj e avevano portato a conoscenza degli albinetani l’esistenza di Agape, il lavoro fondamentale che svolgeva, e le sue esigenze.





