Il 24 settembre Albinea celebrerà la sua illustre concittadina Marta Marzotto con un omaggio realizzato da un grande artista di fama internazionale

Il Comune di Albinea dedicherà un momento pubblico alla memoria della contessa Marta Marzotto, in occasione della ricorrenza dei 10 anni dalla sua scomparsa (2016-2026).

Questo omaggio intende celebrare le origini di Marta Marzotto, nata e vissuta per alcuni anni a Borzano di Albinea.

Si tratta di un’attenzione a cui l’amministrazione tiene molto per celebrare un’illustre ex concittadina, che non ha mai fatto segreto delle sue umili origini dalle campagne emiliane, ma che al contrario ha sempre ricordato con orgoglio e attenzione.

“Umile sempre, modesta mai” è la frase che la contessa ripeteva spesso, citata anche nel docufilm Rai a lei dedicato nella serie “Illuminate”, dalla quale è nata l’idea di celebrare le sue origini.

Il progetto dedicato alla memoria di Marta Marzotto sarà rivelato in un evento pubblico, aperto alla cittadinanza, il 24 settembre, alle ore 20.30, nella Sala Civica di via Morandi 9.

A presenziare questo evento interverrà anche figlio della contessa, Matteo Marzotto, imprenditore e presidente di MinervaHub S.p.A.

La serata inizierà con i saluti della sindaca Roberta Ibattici e dell’assessora alle Pari opportunità Jessica Guidetti. L’introduzione sarà a cura dell’assessore alla Cultura Giacomo Mazzali. Toccherà invece alla responsabile dell’area culturale Federica Franceschini illustrare il progetto “Marta Marzotto. Umile sempre, modesta mai”, che si inserirà nell’ambito della rassegna Primavera di donne. Chiuderà l’appuntamento l’intervento di Matteo Marzotto. Modererà l’iniziativa la consigliera comunale Chiara Codeluppi.

Durante l’iniziativa sarà svelato l’omaggio in onore della contessa realizzato da un grande artista di fama internazionale.

MARTA MARZOTTO

(Albinea, 24 febbraio 1931 – Milano, 29 luglio 2016)

Marta è nata a Borzano di Albinea il 24 febbraio del 1931, in quella che allora si chiamava Strada Valle al n. 224 (ora via Motti). Sua madre, Alma Spadoni, che viveva coi fratelli mezzadri nel podere della famiglia Prati, rimase incinta a 27 anni di Guerrino Vacondio, che di anni ne aveva 21. Guerrino, detto Terzo, dal nome del padre, alto e bello, era di Borzano e si era presentato nell’aia degli Spadoni come bracciante. I due, dopo alcune vicissitudini, si sposarono in chiesa a Borzano il 29 agosto del 1931, pochi mesi dopo la nascita della figlia Marta e andarono ad abitare in una casetta posta nel borgo vecchio di Borzano, lungo la stradina che ancora oggi finisce nel vicino torrente Lodola. Ma in quel luogo restarono poco, perché nel novembre del 1933 si trasferirono a Mortara di Pavia, dove Guerrino trovò lavoro come manovale per le ferrovie e Alma fu ingaggiata come mondina, mestiere al quale ben presto fu avviata anche Marta. Successivamente Marta trovò lavoro come apprendista sarta e in seguito come modella presso la sartoria delle sorelle Aguzzi, di Milano. Sfilò anche come mannequin presso l’atelier di alta moda dello stilista Vincenzo Ferdinandi a Roma e posò per la famosa rivista Marie Claire.

Giovane, radiosa, dotata di una raffinata eleganza, Marta catturò l’attenzione del conte Umberto Marzotto nel 1952, durante una sfilata all’Hotel Excelsior del Lido di Venezia. Per Umberto fu amore a prima vista e per Marta una favola che si avverava. “Era il principe azzurro. Umberto arrivò come l’angelo salvatore. Aveva tutto quello che una ragazza può sognare: biondo, occhi azzurri, intelligente, colto, sportivo. Un nobile. L’uomo dei sogni”, disse Marta parlando del marito.

Di nascosto a tutti, una mattina del 18 dicembre 1954, nella chiesa del Santo Sepolcro a Milano, Marta ed Umberto si sposarono ed ebbero cinque figli: Paola, Annalisa, Vittorio Emanuele, Maria Diamante e Matteo. Marta trascorse anni in cadenzata routine borghese, ma il bisogno di libertà prese il sopravvento: voleva conoscere, vedere ed esplorare. Nel 1967 Marta conobbe Renato Guttuso e rimase colpita da un suo quadro, Guttuso da lei. A poco a poco la loro relazione crebbe parallela alle loro storie ufficiali. Entrambi erano sposati ed il divorzio era lontano a venire. L’incontro con Guttuso alimentò in lei il desiderio di ampliare i confini del suo mondo, ricco di privilegi ma povero di slanci. Fu così che nel 1973 si trasferì a Roma affermandosi come la regina dei salotti mondani.

Le piaceva ricevere, e nella sua casa passavano i suoi amici che, casualmente, erano anche persone importanti. Non vi era nulla di intenzionale in quello che faceva, ma tutto dipendeva da lei, dall’energia che sapeva emanare e catalizzare. In questo modo delle semplici chiacchierate fra conoscenti divennero gli incontri più attesi della città.

A Roma Marta affinò le sue doti estetiche, diventando la mecenate degli esponenti dell’Arte Povera: acquistò numerose opere e grazie a lei questo movimento poté affermarsi come voce d’avanguardia. Seguirono anni molto duri per la contessa con la tragica morte della figlia Annalisa a soli 32 anni e il divorzio dal marito. Fu così che si traferì a Milano dove fece la stilista, si dedicò alle opere di beneficenza, alla salvaguardia di opere d’arte e combatté numerose battaglie umanitarie, senza risparmiarsi.

Il 29 luglio 2016, dopo una breve malattia, Marta Marzotto si spense all’età di ottantacinque anni. Se ne andò senza clamore, lasciando l’eredità di uno stile senza tempo.