Ieri in Prefettura è stato sottoscritto il protocollo sul Controllo di vicinato tra l’ufficio territoriale del governo e il Comune di Albinea. La sottoscrizione è avvenuta nell’ambito del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza pubblica che è stato presieduto dal Prefetto Maria Rita Cociuffa alla presenza dei vertici delle Forze di Polizia, del rappresentante della Provincia, della sindaca del Comune di Albinea. Erano presenti alla sottoscrizione del protocollo anche l’assessore alla Sicurezza, Leonardo Napoli e il comandante della Polizia Locale dell’Unione Colline Matildiche, Luca Travaglioli.
Al riguardo, il Prefetto ha rappresentato l’importanza dell’iniziativa approvata, che è sostenuta dal Ministero dell’Interno, al fine di promuovere una partecipazione comunitaria alla sicurezza, rafforzando il rapporto di collaborazione tra i cittadini e le Istituzioni.
Nel corso del Comitato è stato sottolineato dalle Forze di Polizia, che hanno espresso il loro parere, l’importanza dell’attuazione di questo strumento, utile a favorire lo spirito di collaborazione tra le Forze dell’ordine nell’attività di prevenzione.
I prossimi passaggi saranno improntati a illustrare in dettaglio ai cittadini il funzionamento concreto di questo strumento di controllo e a dar vita alle chat di vicinato suddivise tra le diverse zone del comune.
Nel pomeriggio di oggi inoltre si concluderà, nella sala civica, il ciclo di tre incontri pubblici organizzati dai carabinieri di Albinea, in collaborazione con il Comune, per affrontare i temi della prevenzione dei furti, delle truffe e illustrare in cosa consisterà la collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine con l’attivazione del controllo di vicinato.
L’iniziativa è nata dall’intensificarsi dei furti in abitazione nella zona della pedecollina reggiana e dal confronto tra Amministrazione, cittadini e forze dell’ordine su questo tema.
CONTROLLO DI VICINATO
E’ uno strumento di prevenzione che presuppone la partecipazione attiva dei residenti in una determinata zona/area/quartiere attraverso un controllo diretto del territorio.
Rientra nell’ambito del sistema di “Sicurezza Integrato” che prevede la collaborazione tra Istituzioni pubbliche e soggetti privati.
Come funziona
- Adesione: i residenti si iscrivono a un gruppo di controllo di vicinato, tramite un modulo da presentare al Comune di residenza;
- Comunicazione: vengono creati canali di comunicazione come gruppi Watshapp per scambiare informazioni in modo rapido;
- Vigilanza: i cittadini monitorano il proprio quartiere, segnalando presenze sospette, allarmi insoliti, o situazioni ambientali a rischio (es. luci spente ecc..)
- Segnalazioni: le segnalazioni non sono mai dirette alle forze dell’ordine ma ai coordinatori di zona, che sono i referenti del gruppo;
- Filtro e trasmissione: i coordinatori filtrano le segnalazioni e le trasmettono alle autorità competenti che si occupano delle indagini ed eventuali interventi
- Solidarietà: oltre alla sicurezza, si promuove anche la solidarietà reciproca con il vicinato.
Cosa Non è il Controllo di Vicinato
- Non è un’attività di giustizia fai di te, i cittadini non devono intervenire direttamente in caso di reato ma devono chiamare il 112:
- Non è un’attività di Ronda: non è consentito pedinare persone o compiere indagini.
- Non sostituisce le forze dell’Ordine: è uno strumento di prevenzione che collabora con le forze di Polizia, non che le sostituisce.
SCOPO
Il Progetto si prefigge di conseguire lo scopo di:
- Migliore vivibilità nelle aree interessate dal Progetto, mediante una qualificata segnalazione delle anomalie;
- Il potenziamento del rapporto di collaborazione tra cittadini e Istituzioni;
- Il miglioramento delle attività di prevenzione e di informazione alla popolazione, della vivibilità degli spazi pubblici, del rapporto tra cittadini con le forze di Polizia Locali a tutto vantaggio di una maggiore percezione di sicurezza.
Fermo restando che ogni episodio criminale dovrà sempre essere seguito da una formale denuncia agli Organi di Polizia competenti.
Il Progetto è sottoscritto dalla Prefettura e dal Sindaco del Comune e passa attraverso il consenso del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.
Il Comune s’impegna a:
- Delineare le varie aree da suddividere in relazione alle caratteristiche sia del territorio;
- Far partecipare la Polizia Locale e altre forze di Polizia presenti sul territorio;
- Sensibilizzare i cittadini residenti/dimoranti in una zona ben definita;
- Promuovere e pubblicizzare il Progetto alla popolazione;
- Raccogliere e vagliare le adesioni;
- Predisporre idonea cartellonistica da posizionare sul territorio;
- Individuare i referenti dei vari gruppi;
- Vigilare sull’osservanza delle corrette modalità di comunicazione tra le persone aderenti al Progetto;
- Mantenere una comunicazione con i vari referenti dei gruppi.
Comunicazione all’interno dei gruppi
Gli Amministratori e i vari referenti dei gruppi s’impegnano a far rispettare regole sulla comunicazione:
- Non pubblicare o condividere contenuti inappropriati con lo scopo del Progetto;
- Non inserire nessuna informazione concernente le Pattuglie di Polizia;
- Non violare la Privacy altrui;
- Non minacciare o insultare altri utenti;
Modalità di partecipazione dei cittadini
La partecipazione attiva al Progetto è aperta a tutti i cittadini maggiorenni residenti o dimoranti nel Comune.
I cittadini aderenti s’impegnano a:
- Rappresentare una forza propositiva per le Istituzioni e le Amministrazioni locali;
- Segnalare comportamenti sospetti, elementi o fatti d’interesse al Comune o alle Forze di Polizia secondo le specifiche competenze mediante i vari referenti di gruppo
- Non sostituirsi alle Forze dell’ordine;
- Non dare esecuzione in nessuna forma a “ronde volontarie” di presidio del territorio
