Quattro piccoli saharawi ad Albinea ospitati dalle famiglie del territorio

Sono due maschi e due femminine. Due di loro, Mohamed Salem e Meimuna, hanno 11 anni; Nidam ne ha 9 e Sidahmed 8. Si sono presentati questa mattina, insieme alle famiglie che li ospiteranno questa estate, nella Sala del consiglio comunale di Albinea vestiti con gli indumenti tradizionali e hanno portato con loro le bandiere del loro popolo. Tra questa ce n’era una bianca con una scritta rossa: “Sahara vincerà”. Già, perché questi quattro ragazzini sono saharawi e si trovano ad Albinea grazie al progetto di accoglienza che ogni anno il Comune, insieme all’associazione Jaima Sahrawi, organizza per dare loro la possibilità di trascorrere un periodo sereno e spensierato lontano dei campi profughi nei quali vivono da oltre 50 anni.

I 2 bimbi e le due bimbe stati ospiti di tre famiglie albinetane: Carmela Motta e Casini Andrea; Valeria Bedeschi e Roberto Gasparini; Anceschi Edoardo ed Eti Alessandra.

Questa mattina i “piccoli ambasciatori di pace” si sono seduti sulle sedie del Consiglio e a dare loro il benvenuto erano presenti la sindaca Roberta Ibattici, l’assessore alla Pace, diritti umani e Cooperazione internazionale Mirella Rossi, altri membri del Consiglio, oltre alla vice presidente dell’associazione Jaima Saharawi, Caterina Lusuardi e, naturalmente, alle famiglie ospitanti.

La prima cittadina ha fatto gli onori di casa e ha ricordato quanto sia importante il progetto di accoglienza e l’impegno che dal 2002 il Comune di Albinea dedica al popolo sahrawi, sia attraverso momenti di ospitalità che con il progetto “Farmacia nel deserto”.

Poi la foto di rito e la visita alla mostra fotografica realizzata dal giovane Federico Romani, in collaborazione con l’Informagiovani “Il Posto Giusto” dell’Unione Colline Matildiche e Jaima Sahrawi, dopo un viaggio nei campi profughi. Infine i quattro ospiti hanno visitato la biblioteca Pablo Neruda e si sono fermati a giocare nella “spazio piccolissimi”.

Il loro Albinea proseguirà nei prossimi giorni e non sarà una semplice vacanza, ma consentirà loro di vivere esperienze e opportunità importanti, altrimenti precluse dalla difficile vita nei campi dei rifugiati e cioè un tempo di alimentazione ricca e varia; la possibilità di sottoporsi a controlli medici e la possibilità di vivere relazioni significative e un reciproco scambio di identità come valore di crescita personale.

Durante la permanenza in famiglia i bambini saranno inseriti nei campi gioco estivi comunali per favorire l’incontro e la conoscenza con coetanei locali. Inoltre parteciperanno a tutte le feste e alle iniziative pubbliche che saranno organizzate ad Albinea.

LA LOTTA DEL POPOLO SAHARAWI

Il popolo saharawi combatte per l’autodeterminazione e l’indipendenza del Sahara Occidentale. Il conflitto è nato negli anni ’70 per liberare il territorio dal colonialismo spagnolo e prosegue oggi contro l’occupazione militare del Marocco, che rivendica la sovranità sull’area. In particolare nel 1975 la Spagna si ritirò dall’area, cedendo il Sahara Occidentale a Marocco e Mauritania, tramite gli Accordi di Madrid. Una soluzione alla quale si oppose il movimento di liberazione nazionale saharawi (Fronte Polisario), proclamando nel 1976 la Repubblica Araba Saharawi Democratica. Ne seguì una guerra nella quale il Fronte Polisario sconfisse la Mauritania, che nel 1979 rinunciò alle proprie pretese. Da allora, il conflitto è proseguito contro il Marocco, che oggi occupa gran parte del territorio protetto da una barriera di sabbia e mine lunga oltre 2.000 chilometri, il cosiddetto berm. Nel 1991 fu raggiunto un cessate il fuoco mediato dall’ONU, basato sulla promessa di un referendum popolare per permettere ai saharawi di scegliere tra l’indipendenza e l’annessione al Marocco. Questo referendum però non è mai stato celebrato a causa di disaccordi sugli aventi diritto al voto. Oggi purtroppo circa metà della popolazione vive come rifugiata in campi allestiti nel deserto algerino, dipendendo dagli aiuti internazionali.