In questi giorni i cittadini di Albinea si saranno certamente accorti della comparsa di “strani” manifesti in alcune zone del territorio. Non si tratta di manifesti pubblicitari, né tantomeno di cartelloni promozionali. Sono poster inediti: vere e proprie opere d’arte che evocano la “diserzione” senza nominarla direttamente. Essa emerge come scelta di sottrarsi ai linguaggi del potere, alla violenza patriarcale, al nazionalismo, alla retorica bellica e alle derive fasciste che continuano ad attraversare il presente.
A realizzarli è stato il collettivo CHEAP che è approdato ad Albinea con “DISERZIONI”, un progetto di arte pubblica promosso dal Comune e dalla Biblioteca Pablo Neruda, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna. L’iniziativa prende forma a partire dalla suggestione della diserzione attraverso manifesti testuali, affissioni urbane e immagini che abitano gli spazi del territorio in una contaminazione tra arte, attivismo e memoria collettiva.
Il progetto non tratta una postura neutrale, ma una pratica esplicitamente antifascista, che appartiene tanto alla ricerca artistica quanto all’agire politico del collettivo. Disertare significa allora non collaborare con ciò che opprime, sabotare i dispositivi culturali della sopraffazione, costruire immaginari e alleanze radicali contro ogni forma di dominio.
Il significato di questa campagna risiede nel creare dibattito sulla disobbedienza “giusta”. Nel discutere sulla legittimità di ribellarsi alle ingiustizie che violino i principi di umanità, perché c’è valore nel disobbedire quando serve per affermare e difendere valori umani più alti e i diritti.
Ad Albinea poi la parola “diserzione” risuona con una particolare intensità. Qui la memoria custodisce storie di chi, durante la guerra, scelse di sottrarsi all’obbedienza militare e ideologica imposta dal nazifascismo, perdendo la propria vita per schierarsi dalla parte della libertà.
Stiamo parlando dei 5 soldati tedeschi che furono fucilati dei loro commilitoni, nella notte del 26 agosto 1944, per aver passato informazioni ai partigiani. Ogni anno l’amministrazione di Albinea li ricorda deponendo mazzi di Rose rosse al monumento in piazza a Botteghe. Si tratta di Hans Schmidt, Erwin Bucher, Erwin Schlunder, Karl Heinz Schreyer e Martin Koch. Schmidt, l’ufficiale addetto alle comunicazioni e originario del distretto berlinese di Treptow-Kopenick, era al comando della pattuglia di disertori. Dal suo sacrificio, nel 1997, nacque un gemellaggio tra Albinea e Treptow-Kopenick che anche oggi è più vivo e pulsante che mai.
“Disertare”, in questo senso, significa quindi interrompere la catena del comando, sabotare il potere dall’interno, scegliere la solidarietà contro la violenza istituzionalizzata. La resistenza appare allora come gesto concreto di disobbedienza, deviazione, alleanza imprevista.
Le affissioni sono state realizzate attraverso un’azione collettiva che ha coinvolto un gruppo di donne del territorio, in una pratica di riappropriazione dello spazio pubblico, attraversato insieme, rendendolo luogo di presenza, espressione e autodeterminazione.
Con “Diserzioni”, Cheap porta quindi ad Albinea una riflessione stratificata sul rapporto tra memoria e presente, tra lotta partigiana e nuove forme di dissenso contemporaneo, riaffermando il potere dell’arte pubblica come dispositivo critico, accessibile e radicale.
Su questa scia, parte integrante del progetto è anche una nuova serie di Achtung Banditen, il programma realizzato da CHEAP a partire dalle fotografie di partigiane e partigiani del territorio fornite da ANPI Reggio Emilia. La serie riprende e sviluppa il percorso avviato dal collettivo in occasione del 25 Aprile 2026, riportando nello spazio pubblico i volti di chi ha scelto la resistenza, la clandestinità e la lotta contro il nazifascismo.
(Le foto nella galleria sono di Claudia Gentile)




































