Fare memoria non significa solo ricordare il passato attraverso il racconto, ma anche riattivare una tensione viva tra generazioni diverse, nella consapevolezza che ciò che viviamo oggi sarà la memoria di domani.
Ad aprire l’incontro “Di ritorno da Auschwitz e Cracovia”, tenutosi il 25 gennaio 2026 nella Sala Civica di Albinea, sono state tre giovani studentesse: Linda Camorani, Sofia Cattani e Vittoria Carri che, tramite una videointervista realizzata da Silvia Degani, hanno ripercorso le tappe del Viaggio della Memoria, promosso dal Lions Club Albinea “L. Ariosto” e organizzato e sostenuto dal Comune, dall’ANPI e dai Gemelli di Treptow-Köpenick, che si è svolto dal 20 al 24 novembre scorso.
“Un viaggio come questo inizia quando decidi di partire – ha detto Sofia – perché anche la preparazione fa parte dell’esperienza e influirà su ciò che il percorso lascerà nel viaggiatore”.
Linda e Vittoria hanno ricordato che “fare memoria è far parlare i luoghi, ricalpestare la terra, rientrare negli edifici, sostare dove altri hanno sostato. Sentire le loro storie, ascoltare aneddoti, dare volti e fisionomie precise alla moltitudine indistinta. Fare memoria attraverso i dettagli ci fa uscire dalla Storia ed entrare nelle storie”.
Durante l’incontro gli storici Gabriele Fabbrici e Gloria Cacciavillani hanno esposto, in accurata sintesi, le tappe dall’emanazione delle leggi razziali alla liberazione. Leonardo Caliò ha letto scritti dell’epoca, stralci di lettere e riflessioni, accompagnato dal suono del violino del maestro Erio Reverberi.
La restituzione del viaggio si è conclusa con la consegna, da parte di Elisabetta del Monte di Istoreco alla sindaca Roberta Ibattici, della prima pietra d’inciampo al Comune di Albinea, dedicata a Francesco Grasselli, morto il 1° gennaio 1944 in un ospedale da campo di Berlino e che il 27 gennaio, Giornata della Memoria, è stata collocata all’incrocio tra via Oliveto e via Filippo Re.








