Un prezioso ed efficace service promosso dal Lions Club Albinea “Ludovico Ariosto” ha permesso di ripercorrere i cinque lustri di attività dell’Hospice “Casa Madonna dell’Uliveto” di Montericco, ma soprattutto di evidenziare ulteriormente le linee guida di questa istituzione. La tavola rotonda si è svolta nel pomeriggio di domenica 1 febbraio nella Sala Maramotti della parrocchia Albinetana.
Soprattutto sono ricorsi negli interventi dei relatori parole come: amore, cura della persona, inclusione, empatia, relazione. E poi una precisazione fondamentale: l’Hospice non è il luogo dove si va a morire, ma una “casa di vita”, in virtù della prospettiva cristiana che lo connota. Non è una semplice struttura sanitaria, ma una “residenza”, nella quale l’ospite e i suoi familiari adattano la stanza alla propria personalità.
Gli interventi introduttivi di Tiziano Cattani, presidente del Lions Club “Ludovico Ariosto” e di don Pietro Paterlini, parroco di Abinea, hanno sottolineato le peculiarità della struttura, peculiarità che la connotano: cura della persona, essere radicato nei valori umani, luogo di incontro, accoglienza, preghiera, conforto per chi è ospitato e per i familiari.
Si legge nella “Samaritanus bonus”: ogni malato ha bisogno non soltanto di essere ascoltato, ma di capire che il proprio interlocutore “sa” che cosa significhi sentirsi solo, abbandonato, angosciato di fronte alla prospettiva della morte, al dolore della carne, alla sofferenza che sorge quando lo sguardo della società misura il suo valore nei termini della qualità della vita e lo fa sentire di peso per i progetti altrui. Per questo, volgere lo sguardo a Cristo significa sapere di potersi appellare a chi ha provato nella sua carne il dolore delle frustate e dei chiodi, la derisione dei flagellatori, l’abbandono e il tradimento degli amici più cari. Di fronte alla sfida della malattia e in presenza di disagi emotivi e spirituali in colui che vive l’esperienza del dolore, emerge, in maniera inesorabile, la necessità di saper dire una parola di conforto, attinta alla compassione piena di speranza di Gesù sulla Croce.
L’intervento di Daniele Dini, presidente della Fondazione Hospice Modena Dignità per la Vita “Cristina Pivetti” di Modena, ha fatto chiarezza su un tema di particolare attualità: le cure palliatine in particolare a domicilio e residenziali nell’Hospice. Tutte le malattie sono curabili ma non tutte guaribili; ecco il servizio dell’Hospice: aiutare a vivere nel miglior modo una tappa complessa dell’esistenza. Il loro compito è di affrontare il dolore e tutti i sintomi che possono provocare sofferenza non solo fisica, ma anche psichica, sociale e spirituale per migliorare la qualità di vita dei pazienti e, di riflesso, di quella dei familiari.
Annamaria Marzi, co-fondatrice dell’Hospice e presidente della Cooperativa sociale Madonna dell’Uliveto che lo gestisce, nonché autrice della prefazione alla tredicesima ristampa del fondamentale volume di Elisabet Kübler-Ross “La morte e il morire”, ha introdotto l’efficace video “Il tempo più prezioso” che attraverso testimonianze in prima persona di operatori, ospiti e familiari ripercorre la vita e l’organizzazione dell’Hospice Madonna dell’Uliveto” evidenziando il suo carattere peculiare di “casa” dove il malato risiede in una fase di fragilità e sofferenza.
“La compassione del samaritano: amare portando il dolore dell’altro” è il titolo del messaggio di papa Leone XIV per la 34^ giornata mondiale del malato (11 febbraio); su questo documento si è appuntata la riflessione di Lucia Ianett, delegata episcopale per la Pastorale della salute, che ha sottolineato come lo stile “Hospice” non deve mancare nelle parrocchie, nelle residenze per anziani; compassione e misericordia, relazione devono connaturare tutte le iniziative verso chi soffre. Anche la bellezza del luogo – come è per la Casa Madonna dell’Uliveto -, ha la sua rilevanza.
Parole di apprezzamento per l’iniziativa del Lions Club sono state espresse da Roberta Ibattici, sindaca di Abinea, che
ha sottolineato come nell’Hospice si sia sviluppata una fattiva collaborazione tra Diocesi e Ausl; una particolare sottolineatura ha riservato allo stile di accoglienza che connota la “Casa Madonna del’Uliveto” e ha manifestato viva gratitudine per l’opera svolta in questi cinque lustri dall’Hospice a cui ha augurato un buon compleanno.
Maria Cristina Ferretti, cardiologa, ha auspicato che attenzione, sensibilità, umanità e non ruotine siano costantemente valorizzate in tutti i luoghi di curare.
Concludendo la tavola rotonda il presidente Tiziano Cattani ha sottolineato il valore del service voluto dal Club e ha sottolineato la preziosità del delicato e generoso servizio che gli infermieri prestano al malato.








