Ordinanza ancora valida: evitare assembramenti e vietato vendere e consumare cibi o bevande da asporto, dalle 21.30 alle 3, di giovedì, venerdì, sabato e domenica

L’ordinanza numero 18, emanata dal sindaco il 17 giugno 2020, è ancora IN VIGORE e prevede indicazioni da rispettare nei giorni di giovedì, venerdì, sabato, domenica, nei prefestivi e nei festivi infrasettimanali, dalle 21.30 alle 3, fino alla fine dell’emergenza sanitaria da Covid-19.

Le prescrizioni dell’ordinanza riguardano il tratto di via Caduti della Libertà, tra via Buonarroti e Piazza Cavicchioni, via Vittorio Emanuele II (tra la rotonda con la Sp 21/37 e piazza Cavicchioni), tutta via Crocioni, piazza Cavicchioni, via Morandi e via Garibaldi (tra via Da Vinci e piazza Cavicchioni). Inoltre vengono ricomprese nel provvedimento le aree all’interno dei locali e nella aree di pertinenza, anche private, delle attività artigianali, commerciali e dei pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande che si affacciano sulle strade elencate sopra.

Nel documento si VIETA a tutte le attività artigianali, commerciali, ai pubblici esercizi di somministrazione di cibi o bevande, la cessione per asporto (anche attraverso distributori automatici) di bevande, alcoliche e analcoliche, in ogni forma, cedute dietro corrispettivo o gratuitamente, insieme o separate dagli alimenti. Questo per evitare la permanenza dei clienti negli spazi vicini alle attività e sulle strade.

Viene invece CONSENTITA la vendita per asporto di alimenti solidi soltanto in idonei contenitori monouso, accuratamente chiusi e quella per asporto di gelati in coni o coppette.

E’ inoltre VIETATO, nelle aree pubbliche o ad uso pubblico, consumare o detenere pronti per il consumo, in piedi oppure seduti su muretti di delimitazione delle proprietà private limitrofe, alimenti (fatta eccezione per i gelati in cono o le coppette monouso) e bevande (alcoliche e non).

Infine è OBBLIGATORIO, per chi si sposta a piedi, indossare correttamente le mascherine. L’eccezione riguarda i casi in cui l’uso del dispositivo di protezione sia materialmente incompatibile con esigenze personali del momento come bere, mangiare e fumare.

In caso di violazione delle prescrizioni contenute nelle due ordinanze le MULTE ANDRANNO DA 400 a 1.000 EURO, con la sanzione accessoria della chiusura dell’esercizio da 5 a 30 giorni.