Albinea non dimentica: rose rosse per ricordare i soldati tedeschi che disertarono per la libertà

Sono passati ormai 73 anni da quella notte del 26 agosto 1944 quando le truppe tedesche di stanza a Villa Rossi e Villa Calvi scoprirono che cinque loro commilitoni stavano collaborando con i partigiani e li giustiziarono. La comunità di Albinea non ha mai dimenticato e non dimentica il coraggio di quegli uomini che si ribellarono al sanguinario regime nazista e scelsero di schierarsi dalla parte di chi combatteva per la libertà.

La mattina di sabato 26 agosto un nutrito gruppo di cittadini albinetani si è ritrovato in piazza Caduti Alleati di Villa Rossi a Botteghe per partecipare a una breve cerimonia in ricordo di quei soldati. Erano presenti il sindaco Nico Giberti, la giunta comunale al completo, alcuni consiglieri comunali, i rappresentanti del Comitato Gemellaggio, il presidente della sezione albinetana di Anpi Simone Varini, la deputata Pd Antonella Incerti e due protagoniste della Resistenza: le staffette partigiane Giovanna Quadreri “Libertà” e Albertina Rocchi.

Il primo cittadino e il presidente dell’Anpi hanno deposto un mazzo composto da cinque rose rosse di fronte al monumento che ricorda il fatto d’arme.

Sul nastro blu che avvolgeva i fiori erano scritti i nomi dei soldati caduti: Hans Smidt, maresciallo tedesco del Quinto Corpo d’Armata, Erwin Bucker, anch’egli maresciallo, Erwin Schlünder, Karl-Heinz Schreyer e Martin Koch.

Smidt, originario del distretto berlinese di Treptow-Kopenick con cui Albinea ha stretto un gemellaggio che festeggia quest’anno il ventennale, era al comando della pattuglia di disertori. Telegrafista esperto e affascinato dalle idee socialiste, l’ufficiale decise, insieme ai sui giovani compagni, di collaborare con i partigiani per dar vita a una compagnia mista e lottare insieme. Questi accordi però furono scoperti proprio la notte del 26 agosto di 73 anni fa e Smidt fu ucciso. Poche ore dopo furono passati per le armi anche gli altri quattro soldati.

A distanza di 5 mesi da quelle esecuzioni il comando tedesco cadde grazie all’attacco di partigiani e alleati passato alla storia con il nome di “Operazione Tombola”.